mercoledì 30 gennaio 2013

"Le Macchine e gli Dei "




Piu' volte passando davanti alla facciata  mi sono riproposto di entrare a vedere,  ma come spesso accade le cose piu' vicine  sono sempre le ultime che prendi in considerazione.
Ma i  locali ristrutturati della ex Centrale Termoelettrica Giovanni Montemartini di Roma ( la prima centrale pubblica capitolina ) in cui  è  stato allestito il  polo espositivo " le Macchine e gli Dei" e' assolutamente da prendere  in considerazione. Spazi  industriali luminosi, ampi ed  enormi macchinari scuri fanno da sfondo a centinaia di opere antiche tra candide sculture e manufatti di epoca romana, tutti rinvenuti negli scavi di fine Ottocento. Dalla relazione di due  mondi diametralmente opposti quali  l' archeologia classiaca e  quella  industriale  prende   vita  un insieme meraviglioso.




lunedì 28 gennaio 2013

paesi fantasma e antichi misteri


Per molti  le bellezze  d'Italia sono le città d'arte come  Roma,  Firenze,  Venezia o Napoli  colme  di strati diversi di storia, cultura e tradizioni  o  metropoli quali Milano  in cui   moda e  stile sono monumenti cittadini.
Ma in realtà in lungo e largo per  questo  stivale di terra si trovano ricchezze dimenticate.
Dall Umbria alle Marche o dalla Basilicata alla Liguria  ci sono  piccoli borghi  rimasti immutati in un tempo non sempre definito, gioielli di un patrimonio che pochi conoscono.  Paesi fantasma che celano ancora  antichi misteri e chi passa di lì non può non viaggiare  con la mente, stregato  dall meraviglioso  scenario che gli si pone davanti.

www.moutrip.blogspot.com

martedì 22 gennaio 2013

Intellectual Leisure - quando la maglieria da scandalo e mantiene caldo...


Quando arriva il freddo dell inverno tutti corrono ai ripari in cerca di nuovi maglioni per scaldarsi, in questo caso pero' oltre al corpo ci si scalda anche la mente.
Nati dall ingegno di alcuni berlinesi Oliver Lühr, Thomas Bentz ed il  designer Theodor Anastasato 
questa  linea  di maglieria   riproduce scenari erotici provenienti da geroglifici egiziani, antiche ceramiche greche o dalle fantasie del  marchese de Sade .



http://intellectual-leisure.com/collection.html

mercoledì 16 gennaio 2013

La città Fantasma di Galeria




 Nell Agro Romano , a nord di Roma sulle rive del torrente Aronne arroccato su di uno sperone di tufo sorgeva la citta' fortezza di  Galeria, durante la seconda metà del XVIII gli abitanti  iniziarono a morire, per  malaria o misteriosa epidemia. I pochi  sopravvissuti lasciarono rapentinamente la citta'per fondare un borgo poco distante. Case,  oggetti,  i corpi dei colpiti dall epidemia  furono cosi abbandonati alle forze della natura che  pian  piano nascose all  uomo la citta'.

 Gli anni divennero decenni, per  poi mutare  in  secoli e solo molti anni dopo la cittadella si ripresentò all uomo.









sabato 12 gennaio 2013

sabato 5 gennaio 2013

Paris, London, maybe Kuala Lumpur

Ti ricordi quel ristorante in cui abbiamo cenato quella sera?
Eravamo a New York. No, eravamo ad Ottawa!
O forse Londra. Poteva anche essere Dubai.












Che tanto questi locali à la page stanno diventando tutti “globalmente” uguali, monocordi, ripetitivi e senza carattere alcuno, conformati alla superficiale estetica della cultura contemporanea. Per quale motivo gli interior designer hanno paura di inserire non dico citazioni leziose, iconoclastiche, del passato ma elementi che contestualizzino il territorio e le tradizioni locali del luogo (lasciamo perdere i non-luoghi) in cui stanno operando?
Perchè lo fanno i grandi “maestri” dell’Architettura contemporanea, le più autoreferenziali Archistar, le più pagate, sfogliate, idolatrate divinità dell’olimpo mediatico popolare (leggi pop).Così le grandi torri firmate da Foster, come nel gioco del Monopoli, potrebbero essere spostate a Barcellona, Londra o NYC, ma certo farebbero la loro discreta figura anche a Parigi, piuttosto che a Milano, Berlino o Praga e perchè no, a New Delhi?
E’ davvero questo il modello di città che vogliamo?
Un’unica, melensa, omologata e autoreferenziale omogeneità.
Mi rendo conto che questo discorso può suonare anacronistico; che questo processo di Globalizzazione sia irreversibile, immutabile, inarrestabile. Che una società laica, multietnica, multiculturale, multilinguista ha bisogno di luoghi in cui ritrovarsi che possano contenere tutti allo stesso modo.
Io stesso quando studiavo in Germania mi sono trovato a partecipare e vincere un concorso accademico per la progettazione di un cimitero a Maastricht, in Olanda: pensai che il verde fosse l’unico elemento in cui poter seppellire indistintamente persone di religioni e culture diversissime tra loro; che il paesaggio naturale fa sentire a casa tutti, così come il Paradiso Terrestre viene raccontato giardino dell’abbondanza in tante religioni nate nel deserto.
E pur tuttavia questo scenario di omologazione mi spaventa, lo temo enormemente.
Agli artisti, ai creativi, voglio fare un appello.
Quando vi troverete a progettare gli interni di una abitazione, piuttosto che di un luogo pubblico o di un esercizio commerciale, pensate al territorio in cui nasce, alla luce naturale in cui dovrà risplendere, agli odori e alle suggestioni di quel luogo, alla sua storia artistica, commerciale, culturale e meno al vostro stile, all’imperante uguaglianza contemporanea.
Altrimenti gli autori di quel progetto potreste non essere voi ma qualunque altro progettista contemporaneo.
http://ffarchitetto.wordpress.com/ 
di  Ferdinando Fiorini