mercoledì 16 gennaio 2013

La città Fantasma di Galeria




 Nell Agro Romano , a nord di Roma sulle rive del torrente Aronne arroccato su di uno sperone di tufo sorgeva la citta' fortezza di  Galeria, durante la seconda metà del XVIII gli abitanti  iniziarono a morire, per  malaria o misteriosa epidemia. I pochi  sopravvissuti lasciarono rapentinamente la citta'per fondare un borgo poco distante. Case,  oggetti,  i corpi dei colpiti dall epidemia  furono cosi abbandonati alle forze della natura che  pian  piano nascose all  uomo la citta'.

 Gli anni divennero decenni, per  poi mutare  in  secoli e solo molti anni dopo la cittadella si ripresentò all uomo.









sabato 12 gennaio 2013

ciao Mariangela


Mariangela Melato 
(1941-213)

sabato 5 gennaio 2013

Paris, London, maybe Kuala Lumpur

Ti ricordi quel ristorante in cui abbiamo cenato quella sera?
Eravamo a New York. No, eravamo ad Ottawa!
O forse Londra. Poteva anche essere Dubai.












Che tanto questi locali à la page stanno diventando tutti “globalmente” uguali, monocordi, ripetitivi e senza carattere alcuno, conformati alla superficiale estetica della cultura contemporanea. Per quale motivo gli interior designer hanno paura di inserire non dico citazioni leziose, iconoclastiche, del passato ma elementi che contestualizzino il territorio e le tradizioni locali del luogo (lasciamo perdere i non-luoghi) in cui stanno operando?
Perchè lo fanno i grandi “maestri” dell’Architettura contemporanea, le più autoreferenziali Archistar, le più pagate, sfogliate, idolatrate divinità dell’olimpo mediatico popolare (leggi pop).Così le grandi torri firmate da Foster, come nel gioco del Monopoli, potrebbero essere spostate a Barcellona, Londra o NYC, ma certo farebbero la loro discreta figura anche a Parigi, piuttosto che a Milano, Berlino o Praga e perchè no, a New Delhi?
E’ davvero questo il modello di città che vogliamo?
Un’unica, melensa, omologata e autoreferenziale omogeneità.
Mi rendo conto che questo discorso può suonare anacronistico; che questo processo di Globalizzazione sia irreversibile, immutabile, inarrestabile. Che una società laica, multietnica, multiculturale, multilinguista ha bisogno di luoghi in cui ritrovarsi che possano contenere tutti allo stesso modo.
Io stesso quando studiavo in Germania mi sono trovato a partecipare e vincere un concorso accademico per la progettazione di un cimitero a Maastricht, in Olanda: pensai che il verde fosse l’unico elemento in cui poter seppellire indistintamente persone di religioni e culture diversissime tra loro; che il paesaggio naturale fa sentire a casa tutti, così come il Paradiso Terrestre viene raccontato giardino dell’abbondanza in tante religioni nate nel deserto.
E pur tuttavia questo scenario di omologazione mi spaventa, lo temo enormemente.
Agli artisti, ai creativi, voglio fare un appello.
Quando vi troverete a progettare gli interni di una abitazione, piuttosto che di un luogo pubblico o di un esercizio commerciale, pensate al territorio in cui nasce, alla luce naturale in cui dovrà risplendere, agli odori e alle suggestioni di quel luogo, alla sua storia artistica, commerciale, culturale e meno al vostro stile, all’imperante uguaglianza contemporanea.
Altrimenti gli autori di quel progetto potreste non essere voi ma qualunque altro progettista contemporaneo.
http://ffarchitetto.wordpress.com/ 
di  Ferdinando Fiorini 

venerdì 28 dicembre 2012

Manipolazione Fotografica - Marco Barbareschi

 All interno della galleria   MakeMake  di  Roma  una  collettiva di foto dell artista  Marco Barbareschi  che tramite  differenti sperimentazioni  di  colori,   aggiunta di elementi e uso del  calore  manipola i suoi scatti  rendendo le  foto pezzi unici e di straordinaria bellezza. Cio' che  rende ancora  più   interessante il suo lavoro e' che  il processo di lavorazione e manipolazione  e' totalmente manuale e non  mediante  programmi di  elaborazione fotografica. 

barbareschimarco.wix.com/photomanipulation



 

Dal  15 Dicembre 2012 al 5 Gennaio- spazio espositivo MakeMake, via del Boschetto, 121     www.makemake.it

giovedì 20 dicembre 2012

il brand "Piazza Italia" raccoglie la protesta


  Piazza Italia raccoglie la protesta, affidandola ad un drappello di volti comuni che esprimono il pensiero di un esercito, sempre più ingente, di cittadini insoddisfatti, offesi, vessati e frustrati nelle più semplici aspettative, come quella di trovare un lavoro retribuito o di vedersi riconosciuto il diritto di andare in pensione nei tempi sperati e, a suo tempo pattuiti”.



 

 

domenica 9 dicembre 2012

sabato 8 dicembre 2012

dal genio creativo di Clayton Mariel una Barbie che non avete mai visto

 Dopo anni di composta e plastificata carriera,  anche Barbie  decide di cambiare  la sua immagine posando per il geniale fotografo  Clayton Mariel  in  una serie di scatti  crudi,  audaci, irriverenti, violenti  degni di alcune scene di Dexter.